Lunedì 16 marzo al Cityplex Politeama di Terni si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso “San Valentino la storia oltre la leggenda” per gli studenti degli Istituti secondari, promosso dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia e dal comitato scientifico San Valentino con il contributo della Fondazione Carit, nell’ambito delle manifestazioni 2026 per celebrare il patrono di Terni e dell’amore.
E’ stato il vescovo di Terni-Narni-Amelia mons. Francesco Soddu ad introdurre l’incontro e ricordare l’importanza del concorso che intende stimolare la creazione artistica e culturale, intorno alla figura di san Valentino di Terni, che è stata interessata da recenti scoperte storiche che ne hanno innovato il profilo biografico e religioso.
Ospite d’onore della manifestazione è stato il maestro Mogol, Giulio Rapetti, che parlando agli studenti ha raccontato la sua esperienza di credente, espressa attraverso l’attenzione e l’aiuto alle persone, nel volersi bene e pregare per coloro che hanno bisogno. Ha poi ricordato la genesi e la storia personale che ha portato alla composizione di due sue canzoni tra le più conosciute “Il mio canto libero” e “Un’avventura”, che sono state eseguite dagli studenti Fiorelli Valentina, Fioriti Leonardo, Lupattelli Leonardo dell’ITT Allievi Sangallo di Terni.
Il prof. Edoardo D’Angelo, presidente del comitato scientifico San Valentino, ha illustrato la figura di San Valentino secondo le nuove fonti storiche dallo stesso professore elaborate e oggetto di convegni e pubblicazioni.
Il vescovo Soddu e Mogol hanno consegnato i premi agli studenti vincitori:
– per la sezione Scrittura creativa alla classe 1B a.f.m. dell’Istituto “Casagrande-Cesi”, docente referente Emanuela Manzi, per la sceneggiatura di un video-fumetto, su san Valentino che salva un giovane. L’elaborato ha saputo rileggere in chiave moderna, e dare un senso attualissimo alla vicenda, ricorrendo a linguaggi comunicativi plurimi: una narrazione illustrata di fotografie di persone e disegni, ambientate in set reali, corredato da didascalie e fumetti che riportano dialoghi e pensieri dei personaggi. SAN VALENTINO SPERANZA PER I GIOVANI-1B CASAGRANDE CESI
– Per la sezione Arti Figurative il premio è stato assegnato a Chiara Bellini della classe 3F del Liceo Scientifico “G.Galilei” di Terni, docente referente Silvia Tempobuono, per un disegno digitale su san Valentino che salva un giovane. La malattia del giovane di oggi è individuata nell’isolamento e nella mancanza di relazioni. Una linea di demarcazione divide infatti il disegno in due parti, contrapponendo il passato al presente, la luce alle tenebre, la gioia alla tristezza, la socialità all’isolamento. La possibilità dell’incontro è ottenuta visivamente attraverso l’intreccio dei due settori: la mano di Valentino entra nello spazio buio del giovane, mentre il piede del giovane sporge nello spazio luminoso del santo creando il collegamento di una parte con l’altra.
– Per la sezione Arti performative e musicali gli studenti Fiorelli Valentina, Fioriti Leonardo, Lupattelli Leonardo della classe 5ABS dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Allievi Sangallo” di Terni, docente Proietti Massimiliano, sono stati i vincitori con la composizione dell’Inno a San Valentino, in lingua latina con strofe di quartine che rilegge alcuni punti della storia narrata nella Passio Sancti Valentini con la musica del primo modo gregoriano da cui traggono origine le melodie con andamento solenne e l’alternarsi di due melodie affidate a voci differenti.
Menzioni speciali sono state attribuite alla classe 1L dei Licei Angeloni, docente referente Daniela Novelli, per un disegno su san Valentino imprigionato; agli studenti Adelina Calughin e Elisa Paluzzi della classe 2C della scuola media “L. Valli” di Narni Scalo, docente referente Romina Cascioli, per un disegno su san Valentino taumaturgo.






















«San Valentino si presenta a noi come esempio fulgido da seguire sulla via della umanità e della santità – ha detto il vescovo nell’omelia -. Egli emerge per quella sapienza del cuore che coincide con l’amore di Dio. La sua norma di vita è stata aderire al Vangelo. Intelligenza, legge e cuore in Valentino sono pienamente in sintonia e connesse per formare l’ossatura robusta della persona e del santo. Egli ha vissuto una vita buona perché ha nutrito la sua esistenza con il vangelo che è il bene sommo, il cibo sano per la vita sana. Tra le tante opportunità di una esistenza nociva e a buon mercato ha saputo scegliere e coltivare questo bene e non lo ha barattato con nient’altro. In un periodo, quello di Valentino, in cui l’odio per la fede portava al disprezzo stesso per la vita fino a
inculcare il male in tutte le sue dimensioni facendolo passare per ottima cosa e utile per la crescita degli individui, egli si oppose risolutamente, testimoniando una ovvietà che anche oggi necessita d’esser presa in seria considerazione: se a una persona o a qualsiasi essere vivente viene somministrato del veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire.
Durante il pontificale è stata accesa la lampada votiva e pronunciato l’atto di affidamento della città al Santo Patrono da parte della presidente del Consiglio Comunale Sara Francescangeli, segno di devozione e della disponibilità degli amministratori pubblici ad essere attenti ai bisogni della comunità e a promuovere con onestà e saggezza ciò che giova al bene comune.


























































































































“In questo anno santo – ha detto il vescovo nell’omelia – san Valentino ci esorta a non avere paura del fuoco purificatore di Dio; ci esorta ad accogliere la sua misericordia e a farla diventare operativa nella nostra vita, trasformata dal fuoco del suo amore. Ciascuno di noi, mediante il battesimo, è stato toccato e completamente inondato di questo amore, siamo stati rivestiti di Cristo perché possiamo essere suoi testimoni nel mondo e quindi costruttori di pace. Si prenda dunque il largo in compagnia degli apostoli e di san Valentino, successore degli apostoli e nostro celeste patrono. Il frutto del nostro lavoro sarà talmente sovrabbondante tanto che addirittura non avrà più alcun valore commerciale. Gli apostoli infatti non ebbero più interesse di quel frutto (la pesca) quanto piuttosto godettero del frutto per eccellenza, ossia di una vita completamente rinnovata data dall’incontro con Gesù. Così come Pietro, Giacomo e Giovanni la vita di ciascuno di noi avrà una nuova e inedita pagina da scrivere.
Durante il pontificale il sindaco Bandecchi ha acceso la lampada votiva e pronunciato l’atto di affidamento della città al Santo Patrono, segno di devozione e della disponibilità degli amministratori pubblici ad essere attenti ai bisogni della comunità e a promuovere con onestà e saggezza ciò che giova al bene comune.
























































































